Il confine del topo
DESCRIZIONE
L’uomo è separato sempre da un altro uomo, c’è una linea che circoscrive l’esistenza di ognuno, una linea che può essere astratta, fittizia o disegnata sulle cartine geografiche. Un segno nero e spesso divide l’Italia dalla Francia, uno più lieve la Puglia dalla Basilicata e poi guidando in macchina ci si ritrova davanti ad un cartello in cui il nome della città è sbarrato in rosso. Nulla, però, sembra cambiare perché la strada sterrata rimane la stessa, così l’albero che cresce un po’ di qua e un po’ di là. Come si sviluppa e a cosa serve un confine?
Tecnica mista
Misura 100* 70
L’uomo è separato sempre da un altro uomo, c’è una linea che circoscrive l’esistenza di ognuno, una linea che può essere astratta, fittizia o disegnata sulle cartine geografiche. Un segno nero e spesso divide l’Italia dalla Francia, uno più lieve la Puglia dalla Basilicata e poi guidando in macchina ci si ritrova davanti ad un cartello in cui il nome della città è sbarrato in rosso. Nulla, però, sembra cambiare perché la strada sterrata rimane la stessa, così l’albero che cresce un po’ di qua e un po’ di là. Come si sviluppa e a cosa serve un confine?
“Dentro il recinto l’uomo si riconosce perché ha una sua lingua, una sua cultura, un suo schema mentale, fuori, invece, c’è la disappartenenza, un sentimento di esclusione che l’uomo, animale sociale, non può sopportare a lungo. I confini sono sociali, infatti, non geografici. Una catena montuosa non sempre separa, un fiume non sempre divide. È l’uomo che traccia confini, che separa e divide, perché solo ciò che è umano può essere davvero straniero, scriveva Wistawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996.”
I colori sono Miei – le parole tratte da “TEMA DI ATTUALITA’ SVOLTO SU PIERO ZANINI: SIGNIFICATO DEL CONFINE”